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È stato recentemente pubblicato, a cura della Comunità Mariana Oasi della Pace di Deliceto, un erudito libro di Mattia Iossa dal titolo “Il Convento di Santa Maria della Consolazione” che ripercorre la storia del luogo sin dalle origini attraverso documenti, avvenimenti e personaggi. Di questo libro riportiamo  i capitoli 7 e 8 dedicati alla Comunità Mariana Oasi della Pace di Deliceto. Per eventuali ordinazioni del libro, rivolgersi al Santuario telefonando o inviando un fax al numero 0881.963464.

Cap. 7 – La rinascita del Santuario attraverso la Comunità Mariana “Oasi della Pace”.

In questo tempo di “crisi” che abbraccia la società e non risparmia neppure la struttura della chiesa, lo Spirito suscita nuove realtà di vita religiosa. Impressionante è il fiorire di associazioni spontanee, nuove comunità nascono come associazioni private, il cui primo riconoscimento deve avvenire con l’approvazione dei loro statuti da parte del vescovo. Queste nuove aggregazioni non rifiutano le precedenti esperienze degli ordini monastici del passato; anzi in gran parte si rifanno alle già note strutture di vita monastica e ripropongono i tradizionali voti di povertà, castità ed obbedienza; ma li riempiono dei nuovi contenuti che la società di oggi richiede. Con tali associazioni si costituiscono forme nuove di vita consacrata che comprendono il celibato ed il matrimonio, il laicato e il ministero sacerdotale, comunità composte da uomini e donne che hanno pronunciato i voti. Sono forme del tutto nuove, in cui i fedeli decidono di fare vita in comune dandosi delle regole e proponendosi particolari fini e modelli di vita religiosa, per poter rinnovare la vita umana.
Nella storia della Consolazione costantemente segnata dall’approccio a forme nuove di vita sociale, all’avanguardia o comunque certamente non tradizionali: (è stata culla della Congregazione Delicetana, una delle prime case della neonata Congregazione dei redentoristi, sede della scuola agraria sperimentale e istituto di rieducazione minorile all’avanguardia) sembra naturale l’incontro fra la struttura delicetana e una di queste nuove forme di vita comunitaria.
Fra queste spicca la Comunità Mariana Oasi della Pace, che raccoglie al suo interno, uomini e donne, celibi e sposati, laici e sacerdoti, provenienti da varie parti del mondo. Si costituisce in associazione il 25 marzo 1987, per iniziativa di Padre Gianni Sgreva, un passionista. All’origine della vocazione di questa comunità sono gli avvenimenti di Medjugorje,che hanno riproposto con vigore la figura della Madonna come Regina della Pace e l’esperienza della Chiesa, madre e maestra di vera umanità, creata ad immagine e somiglianza di Dio. Si tratta di persone impegnate nell’ambito professionale e sociale che si sono sentite spinte dalla Madonna a lasciare tutto e dedicarsi a Lei per perseguire il fine della pace. Attraverso un nuovo stile di vita essi cercano di aiutare l’umanità contemporanea a riconciliarsi con se stessa e con Dio in un cammino di purificazione interiore che tocca il cuore dell’uomo, luogo d’incontro privilegiato tra il divino e l’umano. Senza questa pace del cuore l’uomo è inquieto e turbato: irrequietezza e turbamento che necessariamente sfociano poi nei rapporti interpersonali ed in generale sociali, minando l’unità della chiesa stessa. Il loro carisma è, perciò, quello di intercedere per la pace, attraverso una vita comunitaria, che è autentica comunione di preghiera, penitenza e digiuno; ma anche di lavoro e studio; vi aggiungono la pratica della accoglienza, gratuita e senza limiti di tempo, per tutti quelli che, inquieti, frustrati e feriti nell’animo, cercano pace, quiete, certezze. Si prega per la chiesa dalla quale dipende la pace del mondo e si offre, nella comunità, un rifugio di pace nell’incontro con Dio, accogliendo quanti questa pace non l’hanno e la ricercano.
Le “Oasi della Pace”, come si chiamano i vari insediamenti, infatti, vivono e offrono una esperienza di “famiglia”, proponendo uno stile di vita in cui viene recuperata la dimensione personale e famigliare, nella loro globalità, in armonia ed in pace con Dio, con gli uomini e con il creato. Non solo quindi sono tese ad un rinnovamento spirituale della chiesa, ma anche al rinnovamento culturale della società; proponendo stili di vita personali e familiari in cui la fede diventa modo di essere, diventa cultura; rilanciando la totalità della persona e della famiglia, con i suoi valori relazionali, sessuali, e lavorativi, secondo la sua verità originaria. Le “Oasi” sono impostate sul modello della famiglia, con la “madre” e il “padre” che dirigono la comunità ed i “fratelli e le sorelle”. Sono famiglie allargate agli aggregati: ai sacerdoti secolari; a celibi consacrati che vivono lo spirito delle “Oasi della Pace” rimanendo nel loro ambiente di vita e nel proprio ambito lavorativo; a coppie di sposi che vivono lo spirito della comunità nello stato matrimoniale. L’apertura verso il mondo si qualifica attraverso lo stile dell’accoglienza, caratterizzata dall’offrire a chi è in cerca di pace e sollievo la condivisione piena della loro vita di famiglia e dall’offrire al Signore, come mediatori, i problemi e il peccato dell’umanità. I fratelli e le sorelle dell’Oasi cercano di vivere il vangelo in maniera radicale nella povertà, obbedienza e castità; aggiungono il quarto voto speciale dell’ “essere pace”. Totale è l’abbandono alla Divina Provvidenza e le case dipendono esclusivamente dalla generosità e carità dei fedeli, benefattori che si sentono anche essi chiamati all’opera divina, contribuendo con il loro affetto, i loro beni, il loro lavoro. Altro aspetto peculiare è l’adorazione perpetua dell’Eucarestia, giorno e notte; che costituisce il centro vitale delle oasi e rende ogni casa un tabernacolo vivente. Questa giovanissima comunità ottiene l’approvazione degli statuti dal vescovo il giorno di Natale del 1990. La nuova comunità acquista presto un respiro internazionale; sette case in Italia ed altre se ne aprono a Medjugorje, nel Camerun, in Giamaica, in Brasile e una prossima casa da aprire in Russia. La Consolazione entra a far parte di questa nuova esaltante esperienza.

Cap. 8 – La Comunità Mariana di Deliceto

La vita contemplativa e l’accoglienza impongono che le case siano fuori dai rumori della città, in posti appartati e a contatto con la natura. La vecchia Consolazione ha queste caratteristiche e l’ex arcivescovo di Foggia-Bovino mons. Giuseppe Casale, guarda con favore a queste nuove realtà. Così il 16 ottobre, coincidente con il centenario della beatificazione di San Gerardo Maiella, il prelato insedia questa nuova comunità: la Comunità Mariana “Oasi della Pace”, nel convento della Consolazione di Deliceto. Deliceto si riconferma protesa verso le nuove realtà e costituisce, anche per questa nuova comunità, una delle primissime case. La Consolazione ritorna ad essere casa storica (perché seguita personalmente dal fondatore) ed, essendo inizialmente sede dell’unico noviziato, ospita giovani provenienti dalle più diverse nazioni. I primi tempi sono duri; l’edificio ha bisogno di grandi riparazioni e vi sono giornalieri problemi di sussistenza. Ma la Provvidenza veglia e la popolazione di Deliceto è tradizionalmente generosa; il paese si consolida di pari passo con la comunità e il suo nome va via via imponendosi. Nella Comunità fioriscono le ordinazioni diaconali e sacerdotali, una delle prime ordinazioni avviene a Deliceto: il fratello neozelandese Robert Rieger. Divenuto il ‘‘padre” rimane alla Consolazione e attraverso il suo entusiasmo e la sua instancabile opera il glorioso istituto riprende vita. È una casa aperta a tutti, è un polo di richiamo e di ritiro per tantissimi fedeli che arrivano da tutte le parti della Puglia e che qui trovano pace, raccoglimento, amore, accoglienza. Ai neri abiti talari dei redentoristi, sono oggi succeduti i bianchi mantelli dei fratelli e delle sorelle dell’Oasi della pace; la Consolazione è tornata ad essere meta di pellegrinaggi e di ritiri spirituali; base di partenza per le missioni. I frequentatori sono generosi e la comunità prospera riuscendo a riattivare e riparare diversi locali e a prepararne degli altri per accogliere le tantissime persone che in continuazione accorrono. Anche lo stato, che ne è il proprietario, vi contribuisce come suo preciso obbligo. Sorprendenti i punti di contatto con i redentoristi: inizi di stenti, ma sempre maggiore affermazione nel corso del tempo; luogo di ritiri spirituali e missioni a sempre più largo raggio; grande accoglienza da parte della popolazione locale; buon inserimento nell’ambiente, anche questa è una delle prime case dell’ordine, che lo stesso fondatore vede crescere e prosperare, nonché casa di noviziato. In questi nuovi fratelli e sorelle che praticano l’adorazione permanente, rivive il gerardino trasporto per l’Eucaristia e l’alfonsiano amore per la Madonna, alla quale il nuovo ordine si ispira. Il carisma dell’Oasi riesce a convivere bene con la tradizione religiosa del luogo: si sono mantenuti l’antichissimo pellegrinaggio devozionale del 7 maggio e la nuova iniziativa del presepe vivente; la grotta del beato Felice ridiventa luogo di preghiera; è conservato il culto di Sant’Alfonso e San Gerardo, cui sono stati riservati appositi spazi. Il nuovo si innesta armonicamente nell’antico: il vasto bosco di Valle in Vincolis, che tanto amava Sant’Alfonso e che gli faceva affermare: “Io quando sento che ho da andare a Napoli, inorridisco. Vale più il bosco d’Iliceto che mille Napoli” è stato attrezzato per chi, dopo essersi rinfrancato lo spirito, vuol ritemprarsi anche il corpo. Dal 1970, inoltre, il bosco è sede dell’annuale “Sagra delle orecchiette” che si tiene ogni prima domenica di agosto per celebrare la nascita di Sant’Alfonso e che negli ultimi anni è stata arricchita da una semplice, ma suggestiva, Via Crucis. Nella vicina chiesetta dell’Olmitello, storicamente e geograficamente legata alla Consolazione, è rimasto l’antichissimo culto della omonima Madonna, che affonda le sue radici nei secoli e nella devozione popolare; ma nella chiesa della Consolazione si affianca la nuova devozione della “Consacrazione delle famiglie al Cuore Immacolato di Maria”. Il culto della Madonna della Consolazione, nato nel 1470 con gli Agostiniani, è oggi esaltato dalla recentissima ufficiale istituzione della solennità della Madonna, sotto il titolo di Beata Maria Vergine Madre della Consolazione appositamente ed esclusivamente concessa dal prefetto della Congregazione del Culto al santuario di Deliceto, che si celebra il 20 giugno. Una ininterrotta devozione alla Madonna che fa della Consolazione uno dei 23 santuari pugliesi, sui trentanove esistenti nella regione, dedicati alla Vergine. Vi è speranza che l’odissea del glorioso edificio sia finita. I due periodi più lunghi e di maggiore importanza sono quelli che hanno visto alla Consolazione dei religiosi: gli agostiniani ed i redentoristi. Tutti gli altri utilizzi a cui si è pensato, seppur nobili, o non sono andati in porto, o hanno avuto vita abbastanza breve. Non è certo mancato l’attivismo delle Amministrazioni per trovare un idoneo impiego e la generosità della popolazione nell’offrire terreni e locali; vi si sono svolte anche attività che hanno dato risultati brillanti; si sono avvicendate figure attive e di ingegno. Ma non è bastato. Il marchese Piccolomini nel 1470 donò il luogo perché nascesse un convento agostiniano; tre secoli più tardi la donazione del canonico Casati permise l’insediamento e il fiorire dei redentoristi: sembra che queste donazioni abbiano fissato la destinazione della Consolazione e che la vocazione dell’impianto sia quella religiosa sicché ogni altro utilizzo non riesca ad avere che vita breve. Del resto, anche lo sviluppo che sta prendendo l’Oasi della Pace sembra confermarlo. Vi sono oggi tutte le premesse perché la Consolazione torni a vivere un terzo periodo di splendore; perché il sacro luogo torni ad essere, in chiave moderna, faro di irradiazione dell’antico e sempre attuale messaggio.