|
16 dicembre 2000
Cari fedeli della
Consolazione e Consacrati al Cuore Immacolato di Maria, pace a voi!
“Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro
che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse” (Is 9,1)
Cosi il profeta Isaia preannunciava la venuta del Messia: come una luce che
viene dal cielo a disperdere le tenebre della terra. Anche Giovanni canta la
venuta del Messia come la luce che splende tra le tenebre.
Quella luce si è accesa duemila anni fa, nella povertà più assoluta di una
grotta a Betlemme, nelle fragilità delle tenere membra di un bambino nato da
Maria di Nazaret. Quella luce è Gesù!
Faticosamente, tra lotte, difficoltà, incomprensioni, debolezze, peccati,
quella luce sta invadendo il mondo. Gesù l’ha affidata ai suoi discepoli:
“voi siete la luce del mondo” come “Io sono la luce del mondo”; l’ha
affidata ai cristiani, l’ha affidata a noi.
All’inizio del terzo millennio della nascita di Gesù nel mondo vogliamo
insieme col Papa rinnovare il nostro impegno di essere luce del mondo
con Gesù e portatori di questa luce a tutti coloro che vivono ancora
circondati dal buio dell’ateismo, del materialismo, dell’egoismo.
Vogliamo essere luce con Gesù vivendo come Lui, ardenti di amore di Dio e
del prossimo, risplendenti di purezza e di onestà, pieni di mansuetudine e
pazienza, forti nelle prove e difficoltà della vita.
Questo impegno rinnoveremo con un gesto: nella notte di capodanno
accenderemo un cero e lo esporremo vicino a una finestra della nostra
abitazione.
Lo affideremo alla Madonna perché sostenga la nostra debole volontà tutti i
giorni della nostra vita.
Tutta la città di Foggia possa diventare nella Chiesa Santa di Dio,
risplendente come la stella cometa che guidò i magi a Gesù e guidare i
dubbiosi, i vacillanti nella fede all’incontro col Salvatore. |