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16 dicembre 2001

Cari fedeli della Consolazione e Consacrati al Cuore Immacolato di Maria, pace a voi tutti!
 Desideriamo accompagnarvi in questo tempo di Natale uniti nell'attesa e adorazione di Gesù Cristo nostro Salvatore. Per unirci vi proponiamo qualche devozione salutare che possa essere di beneficio per tutta la Chiesa e il mondo intero.
 Le lampade che noi accendiamo nelle notti buie di questa stagione invernale diventano una consolazione e un richiamo: la consolante certezza che "la luce del mondo" si è già accesa nell'oscurità della notte di Betlemme, e che essa ha trasformato la notte sventurata del peccato dell'uomo nella notte santa del perdono. La candela accesa ci raccoglie nella quiete sanando l'inquietudine che comincia a regnare nei cuori. Vicini alla candela e nel silenzio della notte, offrendo la nostra solitudine e la nostra povertà, la stessa fiamma diventi segno che la presenza divina agisce con delicata potenza già illuminando le nostre tenebre.
 Ecco allora la devozione a cui vi invito a partecipare: ogni persona e ogni famiglia procuri una candela da accendere nelle notti di avvento e di natale in un luogo raccolto della propria casa. In un momento della sera si raccoglie intorno alla candela, luci spente perché la fiamma che rappresenta Cristo illumini il buio. E nel silenzio, nella quiete con limpidezza e serenità, ognuno offra a Gesù il buio e la miseria del proprio cuore come un esame di coscienza e senza titubanza si ripete con Maria "eccomi sono la serva del Signore" (Lc 2,37). E si ricordi al Signore il buio dell'umanità ancora afflitta dalla guerra e da diverse forme di odio e morte. Nel nostro momento di silenzio si senta l'eco delle bombe sui poveri di Afganistan e sulla Terra Santa di Gesù, e si ricordi al bambino Gesù la vita di tanti innocenti ancora uccisi nel grembo materno. Ecco ciò che vorrebbe significare la candela di Natale; luce divina che irrompe nei cuori che la accolgano come Maria, portando al buio consolazione e speranza.
 A Betlemme, un paesino circondato da nemici, governato dall'empio Erode, Dio ha posato i suoi piedini nascendo dalla Vergine Maria nella povertà della grotta. Fu visitato per prima dai miseri della terra, i pastori. L'ora della sua nascita è circondata dal silenzio, nascosta agli occhi del mondo. In questo modo ha posto definitivamente il segno della piccolezza e la povertà umana come distintivo essenziale della sua presenza in questo mondo e gli eventi più grandi e decisivi per l'uomo saranno avvolti in silenzio.
 Il tempo di Avvento non è semplicemente un ricordo di questi eventi passati, è anche il tempo dell'attesa del Signore che viene, e ancora rappresenta la verità dell'esistenza cristiana oggi. Guardiamo a quanta "realtà umana" ancora non conosce la luce delicata e consolante di Gesù. Non solo dove regna spettacolosamente l'odio e la guerra, ma anche in noi stessi e nella Chiesa. Allora con fiducia possiamo parlarne con il Signore e offrirGli dal di dentro di noi le tenebre delle nostre ribellioni e proteste. Possiamo deporre di fronte a lui il fardello e le miserie della nostra esistenza. Avvento è attendere la nascita della luce divina qui nelle nostre tenebre oggi.
 Maria appare come Donna che custodisce nel suo seno la speranza del mondo, anche lei avvolta del silenzio è una luce nelle tenebre del mondo, e così precede sul nostro cammino come segno di speranza. Ella si presenta a noi come quella donna nella quale quanto è umanamente impossibile è diventato, per la misericordia redentrice di Dio, possibile. E in questo è segno per noi perché se dipendesse da noi, dalla fiamma misera della nostra buona volontà e dalla pochezza del nostro fare, non riusciremmo a salvarci. Ma nella sua misericordia, Dio ha reso possibile l'impossibile. Così che noi abbiamo soltanto bisogno di dire in tutta umiltà e dal profondo della nostra miseria "eccomi sono la serva del Signore".
 In queste parole semplici, espressione di femminile disponibilità a ricevere, si ha dato inizio decisivo alla storia mondiale di salvezza. Eppure è un momento di dialogo in un ora silenziosa, nella quiete della presenza divina, nascosta alla cronaca umana. In questo atteggiamento mariano sta il vero segreto del tempo e della salvezza. Ciò che è veramente grande cresce inosservato e il silenzio è più fruttuoso a suo tempo di un ininterrotto attivismo che facilmente è un correre a vuoto. Il vero segreto del tempo, il vero segreto della crescita e dell'azione è "la quiete".
 La candela accesa nelle notti buie di questa stagione comunicano in questa "quiete" la gioia di natale e dissipano l'inquietudine dei nostri cuori e del mondo intero.
 Che la Madre della Speranza vi custodisca e vi accompagni in questi giorni di pace.