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Per
il dovuto rispetto alle modalità concrete con cui si sono svolti
storicamente gli avvenimenti della genesi di questa nuova comunità, padre
Gianni Sgreva non ama definirsene il fondatore.
Religioso, sacerdote passionista, nato il 2 marzo 1949 a Caldiero (Verona),
egli continua a sentirsi giuridicamente e affettivamente legato alla
congregazione della Passione, dalla quale gli deriva il ruolo determinante
di consiglio, di assistenza e di protezione attribuito da sempre a S. Paolo
della Croce nell'esperienza della nuova fondazione. Giuridicamente
dipendente dal proprio Superiore Generale, vive nella Comunità Mariana,
della quale fino al 16 luglio 2001 è stato, come egli afferma, anche il
responsabile generale "per supplenza".
Fino all'estate del 1985 non aveva mai ipotizzato questa nuova realtà, tanto
meno ne aveva coniato la spiritualità e la teologia.

Di fronte all'iniziale intuizione di consacrarsi alla Madonna, egli si sentì
semplicemente coinvolto nella domanda di quei primi giovani e nel loro
desiderio di essere accompagnati in un cammino di conversione e di donazione
al Signore. Sottoposta l'iniziativa al consiglio dei Superiori, ricevette
l'appoggio e l'incoraggiamento pieno del Superiore Generale dei PP.
Passionisti, l'allora p. Paul Michel Boyle, ora vescovo di
Mandeville-Giamaica. Richiestone dal Provinciale, p. Leone Masnata, scrisse
la prima bozza di Regola della Comunità il 18 febbraio 1987, allo scopo di
precisare i fini, i carismi e le modalità di vita della nuova istituzione,
perché fossero sottoposti all'esame dei Superiori della congregazione e dei
Vescovi.
Laureatosi in teologia e scienze patristiche all'Istituto Patristico
Augustinianum di Roma nel 1985, per volontà dei Superiori lasciò
l'insegnamento che teneva per un decennio presso vari istituti teologici, al
fine di dedicarsi totalmente al nuovo servizio educativo. Insieme con i
membri della Comunità Mariana egli sente che tutto ciò che riguarda la
storia di questa nuova Comunità dipende veramente da un intervento
particolare di Maria Santissima, invocata come Regina della Pace, e dalla
collaborazione di quanti hanno sentito di aderire a questo cammino di
consacrazione da diverse parti del mondo, per vivere il carisma-voto di
essere pace e di intercedere per la pace della Chiesa e dell'umanità.
Colui che viene chiamato fondatore si considera in effetti solo un povero
aiutante, sempre pronto a rientrare anche fisicamente in una delle comunità
della propria congregazione e comunque desideroso di morire come religioso
passionista.
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