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Esperienza di gratitudine
L'esperienza comunitaria di vita consacrata con voti è concepita come esperienza di ringraziamento e di gratitudine verso il Signore, che per mezzo della Vergine Santa, la Regina della Pace, ha cambiato il corso della vita di questi uomini e di queste donne; tale cambiamento di vita è coinciso con il dono della pace.

 

Esperienza contemplativa
La pace è stata ritrovata perché è stato ritrovato Dio. La Pace è Dio nel cuore dell'uomo. La Pace è Dio in tutto. Questa è la rinuncia all'ateismo che impregna la cultura contemporanea, per assumere uno stile di vita che privilegia la contemplazione, stabilendo il primato logico e cronologico della preghiera su tutte le altre scelte. Ad un mondo che vive come se Dio non ci fosse si risponde con una vita vissuta in una relazione essenziale e determinante con Dio: tutto questo si chiama vita contemplativa, vita di preghiera continua, nell'ambito della quale il lavoro stesso, essenziale per la realizzazione di una vita secondo Dio che esige la collaborazione dell'uomo, è considerato strettamente come continuazione e irradiazione della preghiera stessa.


Esperienza eucaristica
Nella misura in cui la pace dipende dall'incontro con Dio, l'ateismo, causa dell'assenza della pace medesima, non si risolve con un vago teismo. Nella Chiesa cattolica l'incontro con Dio è essenzialmente incontro con Gesù Cristo, il Dio incarnato, colui che è presente nell'Eucarestia e vivo nella Chiesa. Ne derivano due certezze: è nell'Eucaristia che si incontra la pace, per sé e per gli altri; molto di più, è presso l'Eucaristia, adorata giorno e notte, che l'incontro con la pace, maturato in una richiesta di pace per la Chiesa e per il mondo, assume il respiro di un'esperienza familiare, ecclesiale.


Esperienza di famiglia
Nella misura in cui crediamo alla presenza di Gesù Cristo vivo nella sua Chiesa, andiamo via via verificando quanto l'esperienza della pace non possa risolversi in una semplice esperienza di tipo intimista, avendo bisogno al contrario di essere calata ed espressa nella vera esperienza di una Chiesa considerata come la famiglia dei figli di Dio, che accoglie, per quanto possibile, tutte le espressioni vocazionali di uomo e di donna, di celibi e di sposi, di consacrati con voti, di ministri ordinati, diaconi e presbiteri. Mentre riflette la dimensione necessariamente ecclesiale della fede cattolica, la dimensione comunitaria si propone come il "luogo privilegiato" in cui viene espressa una mediazione culturale di quella che dovrebbe essere l'esperienza della pace nella Chiesa e nell'umanità, caratterizzandosi inoltre come "opzione qualificante" dell'intercessione per la pace. Se è vero che Gesù ha espresso la convinzione che ogni preghiera d'intercessione e di supplica è tanto più efficace se compiuta in un contesto comunitario-ecclesiale (cf Mt 18,19-20), il voto di intercedere per la pace, emesso da tutti i membri celibi interni della Comunità, dalle coppie di sposi e dai celibi secolari aggregati, trova nella Comunità e nella preghiera comunitaria il suo punto di forza.


Esperienza di progressiva conversione
L'esperienza di vita consacrata vissuta nella Comunità Mariana-Oasi della Pace, oltre che proporsi come un continuo gesto e atto di ringraziamento per il dono della conversione, si traduce in un cammino di progressiva conversione: la pace coincide con il dono della conversione, che deve essere continua perché questa pace non venga meno ma cresca, in una costante tensione verso la santità, che è la pienezza della conversione e della pace.


Esperienza di preghiera e digiuno
Al fine di proporsi come itinerario di conversione e di continua guarigione dai mali e dalle ferite del passato, l'esperienza comunitaria abbraccia nel suo complesso tanta preghiera ed educa all'amore per il digiuno, non considerato come semplice espressione di austerità e di penitenza (concretamente esso prevede tre pasti a pane ed acqua ogni mercoledì e venerdì, aggiungendo un semidigiuno nei lunedì di avvento e di quaresima), ma come ricerca dell'essenziale, come condivisione degli elementi fondamentali della nutrizione umana, intesa come "atteggiamento culturale" alternativo al clima di consumismo e di materialismo che caratterizza la concezione e il comportamento ateo della cultura contemporanea. In tal senso esso si concilia armonicamente all'insieme di quella vita sobria, frugale, quasi austera, che favorisce l'incontro con Dio, suggerendo scelte e comportamenti ispirati alla fede, che risultano di fatto una scelta profetica per il mondo di oggi.


Esperienza di mariana di collaborazione con la Regina della Pace
Il cammino di conversione, l'anelito ad una santità intesa come pienezza della pace, lo stile di vita di una famiglia costituita da uomini e donne, fratelli e sorelle che vivono insieme come "famiglia" la reciprocità del maschile e del femminile, il clima contemplativo di silenzio che predispone alla preghiera, il senso profondo del Mistero che si fa educazione, la liturgia, celebrata e partecipata nel profondo rispetto del Mistero, con la scelta preferenziale del canto gregoriano, l'adorazione eucaristica perpetua, sono elementi che predispongono i membri della Comunità ad essere collaboratori di Maria Regina della Pace, la quale desidera estendere il dono della pace a tutti i suoi figli. Collaborare con Maria significa essere consacrati alla causa del Trionfo del suo Cuore Immacolato, lasciarsi guidare, plasmare da una profonda, tenerissima, continua e determinante relazione filiale con la Madonna, perché Essa continui a comunicare il dono della pace ai fratelli e sorelle chiamati dal mondo alla vita di consacrazione, giungendo ad estendere il medesimo dono a tanti altri, desiderosi per ciò stesso di conoscere l'esperienza delle Oasi della Pace. La collaborazione con Maria assume allora le caratteristiche proprie di un ministero dell'Accoglienza, rivolta a quanti accusano sul piano umano e spirituale gli effetti desolanti delle povertà spirituali provocate da una cultura atea e materialista. Le Oasi di Pace sono aperte a tutti, più specificamente a quanti dichiarano la propria disponibilità a partecipare alla vita dei fratelli e delle sorelle consacrate, nella condivisione della preghiera, del lavoro, dello stile di vita comunitario semplice e fraterno, in una progressiva immersione nell'esperienza delle Oasi di Pace che produce la guarigione e il recupero nel Signore della propria umanità. Ogniqualvolta se ne presenti la necessità, fratelli e sorelle incaricati dell'accoglienza accompagnano con colloqui di guarigione ed una preghiera specifica quanti sono accolti in Comunità nella totale gratuità. Tale accoglienza si esprime anche all'esterno in forma di apostolato ogni volta che i fratelli e le sorelle si impegnano in testimonianze di vario genere e in gesti di missione popolare.